Amicizie, vicinanza e sviluppo dell’identità in età prescolare
Il bambino ha sempre più bisogno di amicizie e di contatti sociali e acquisisce sempre più familiarità con le regole dell’interazione sociale. Coltivare le amicizie significa anche imparare la vicinanza, l’affetto e la fiducia. In gruppo, i bambini si muovono in modo più indipendente e talvolta si dividono in «noi» e «gli altri» («Noi siamo i detective, voi non siete bravi come noi a scoprire le tracce!»). Marcando l’appartenenza a piccoli gruppi, i bambini si esercitano ad affermare se stessi, a marcare i limiti, a formare alleanze e imparano sempre più a comunicare le proprie emozioni, se sono accompagnati in questo. Il modellamento attivo delle relazioni rientra anch’esso nel campo della sessualità.
Le amicizie sono emotivamente intense e possono dar luogo a gelosia, tristezza e litigi, ma anche a diverse forme di vicinanza fisica e di «innamoramento» infantile (coccole, tenersi per mano, carezze, bacetti, ecc.). All’età della scuola dell’infanzia, i bambini a volte dicono di essere innamorati di un genitore, di insegnanti della scuola o di animali domestici. Tuttavia, questo atteggiamento non è paragonabile al desiderio sessuale proprio della sessualità adulta, bensì esprime la particolare preferenza del bambino per una persona.
Relazioni, esperienze corporee e sessualità infantile nella vita quotidiana
All’asilo nido o alla scuola dell’infanzia, i bambini imparano a conoscere una serie di comportamenti altrui. Ad esempio, un bambino può osservare come un altro riesce a sbucciare da solo i mandarini durante la merenda oppure come un compagno si arrampica sull’albero in giardino senza aiuto. Roberto può osservare che un altro bambino fa pipì in piedi oppure Maria può avvertire una sensazione di formicolio «lì sotto» (vulva e vagina) quando usa l’altalena. Andare in bagno insieme ai coetanei è una caratteristica tipica di questa età. Anche giocare con le aspettative di ruolo sociale continua a rientrare nella vita quotidiana dei bambini. Giorgio potrebbe voler usare il pennellino con la boccetta di smalto, oppure Giulia potrebbe sdraiarsi a letto per farsi curare dal «dottore» Emilio.
I bambini trans* (ossia coloro la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita) possono percepire ed esprimere incongruenze già a questa età. In caso di incertezze, è possibile contattare una/uno specialista (ad es. Transgender Network Switzerland).
Come potete agire?
- Date spazio ai bambini per una varietà di giochi di ruolo e prendeteli sul serio (va bene che un ragazzino giochi a dire che ha un bebè nella pancia; giocare al matrimonio non significa che i bambini siano davvero innamorati).
- Fornite supporto nel dare un nome alle diverse emozioni del bambino e comunicategli che è giusto esprimerle. Trovate insieme delle strategie per regolare le emozioni (tutte le emozioni sono lecite, ma non tutti i comportamenti vanno bene).
- Aiutate il bambino a mantenere le amicizie e a gestire i conflitti («Oggi sei triste e ne hai abbastanza di giocare con Chiara: va bene, per oggi ci salutiamo; domani è un nuovo giorno»).
- Parlate con vostro figlio dell’amore e dei legami affettivi e di come possano essere dimostrati o percepiti. Favorite la conversazione, ad esempio, tramite un libro illustrato o un disegno, oppure riempite un barattolo con messaggi affettuosi (ad esempio: «Mi piacciono le tue idee divertenti per l’acconciatura», «Quando ridi, fai ridere anche me» oppure «Le coccole che mi fai quando esco sono speciali»).