Gestire la rabbia

La rabbia è un sentimento intenso, in cui si concentra molta forza, che può avere effetti positivi e negativi. Soprattutto ora che le famiglie stanno più a casa a causa della pandemia di coronavirus può capitare che ai genitori o ai figli saltino i nervi più facilmente del solito. La pressione, lo stress o il fatto che qualcosa non vada come dovrebbe possono scatenare la rabbia, un sentimento che provoca reazioni avventate, come picchiare o urlare. Gli accessi di rabbia violano la dignità e l’integrità psicofisica del bambino e, soprattutto se si ripetono, hanno conseguenze sul suo sviluppo.

Fermarsi prima di scoppiare

Raramente gli accessi di rabbia nascono dal nulla. In genere, la rabbia aumenta gradualmente fino a far ribollire il sangue per poi esplodere. Ma è possibile anche il processo inverso. Spetta ai genitori riconoscere quando stanno per raggiungere il momento critico per tirare il freno di emergenza per far sbollire la rabbia. Ognuno conosce il proprio punto di non ritorno. L’importante è evitare l’escalation. Nell’ambito della campagna «Idee forti», Protezione dell’infanzia Svizzera ha elencato una serie di comportamenti alternativi per i genitori. Si tratta di idee per controllare la rabbia prima di perdere le staffe. La regola è la seguente: sono permesse e accettate tutte le emozioni, ma non tutte le azioni.

Una volta sbollita la rabbia, si può elaborare quanto successo. Un primo passo può essere riflettere sui propri bisogni.

Se malgrado tutto scoppia una lite

Quando scoppia una lite, i bambini sono disorientati e feriti. Reagiscono con paura, aggressività o rifiuto, a seconda dell’età. Spesso si sentono colpevoli, indipendentemente dal fatto che la causa del litigio fosse effettivamente il loro comportamento o meno. Anche se agli occhi dei genitori la rabbia è stata scatenata dal comportamento dei figli, gli adulti hanno il dovere e il compito di cercare una soluzione per cambiare le cose. Spetta quindi a loro fare il primo passo, scusarsi e discutere della situazione con i figli.

Se questi eventi dovessero ripetersi, i genitori dovrebbero parlarne e chiedere aiuto.

Anche i bambini hanno il diritto di arrabbiarsi

A volte anche i bambini si arrabbiano. In queste situazioni, l’importante è rendersi conto che, con la sua rabbia, il bambino non vuole irritare i genitori. Spesso la rabbia è un segno d’impotenza. Il cervello dei bambini non è ancora in grado di controllare consapevolmente la rabbia. Devono allora essere i genitori a mantenere la calma e ad accompagnarli, finché non si calmano. La pacatezza e la serenità trasmettono al bambino un senso di sicurezza, mostrandogli che non ci sono emozioni giuste o sbagliate e che c’è qualcuno su cui possono contare.

Background

I punti appena illustrati sono elementi di base del corso «Genitori forti – bambini forti» (Starke Eltern – Starke Kinder®) e dell’educazione autorevole.