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Punti di vista

Un conflitto o una sofferenza nascono quando si vuole ad ogni costo una cosa, che in realtà non si può avere. Se però una persona è convinta di non poter proprio fare a meno di questa cosa, cercherà di modificare la realtà per conformarla ai suoi bisogni. Distorcendo la realtà, però, non si risolve il problema. Per sanare i conflitti servono tempo e la disponibilità a scendere a compromessi. Se l’adulto vuole leggere in santa pace un articolo e il bambino non fa che piagnucolare, entrambi devono prendersi il tempo per capire i bisogni reciproci. Prendersi il tempo significa accettare che le cose non possono cambiare immediatamente e scendere a compromessi significa dover dare per ricevere. Dopo tutto si tratta di controllare e di realizzare in modo produttivo desideri, bisogni e pulsioni.
Philipp Ramming
psicologo specializzato in psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza e in psicoterapia FSP, già presidente dell’Associazione svizzera di psicologia evolutiva ASPE e padre di due figli adulti
Philipp Ramming
Il futuro è dei bambini: aiutiamoli a scoprirlo! Diamo loro delle direttive, senza privarli della libertà. Per me è sempre stato importante continuare a vivere la mia vita anche una volta diventata mamma. Per questo motivo ho osato lanciarmi in una carriera indipendente. Mio marito è regolarmente via per lavoro per periodi prolungati e a volte, tra casa e figli, può diventare dura. Ciononostante, nella nostra famiglia la violenza non entra assolutamente in linea di conto. Ci sono altri modi per mostrare ai bambini quali sono i limiti. La chiave di tutto è il dialogo: prima si ascolta e poi si parla, esattamente in questo ordine. I nostri figli crescono così in un ambiente spensierato, pacifico e non violento. Inoltre, vivendo un’infanzia improntata alla non violenza, in futuro potranno trasmettere gli stessi valori.
Céline Widmer
Céline Widmer
In tutto il mondo, la vita delle persone è sempre più legata all’ambiente digitale. Pensando alla didattica a distanza, ciò vale anche per i bambini. Tuttavia, accedendo a questo mondo online, ai bambini si apre uno spazio globale di comunicazione e di contatti, che offre molte possibilità positive di sviluppo, ma che presenta anche, e questo è il rovescio della medaglia, molti rischi. Uno di questi rischi, a livello globale, è che chi commette reati a sfondo sessuale può entrare in contatto con i bambini grazie alla rete. Purtroppo le misure per proteggere i bambini su internet non vengono sviluppate in modo proporzionale al tempo che questi ultimi passano in rete, né ai rischi che corrono, che richiederebbero strategie di soluzione globali. Anche in ambito digitale, però, i bambini hanno diritto di crescere liberi e sicuri. È quindi oltremodo importante prepararli a confrontarsi con questi rischi trasmettendo loro le necessarie competenze mediali, cosa che spetta soprattutto ai genitori e alla società. Ciò implica che i genitori utilizzino a loro volta questi media e provino a giocare a un gioco online, in modo da capire il fascino che esercita e i rischi che comporta l’essere online. A tale scopo devono investire tempo, dar prova di pazienza e a volte avere nervi saldi, ma al momento questo è il miglior modo per proteggere i bambini.
Dr. Thomas-Gabriel Rüdiger
Direttore dell’Istituto di cybercriminologia presso l’Accademia di polizia del land tedesco del Brandenburgo e padre di due figli (foto: @stine-photography Janine Limberg)
Dr. Thomas-Gabriel Rüdiger
«Ancora oggi ricordo una storia che mi aveva raccontato mio padre: ai suoi tempi, era ancora usanza che i maestri trattassero male gli allievi, per esempio bacchettandoli sulle dita o prendendoli a cinghiate sui polpacci. Quando mio nonno scoprì da dove venivano i lividi del figlio, andò dal maestro e gliene disse quattro, e la cosa non si ripeté più. Sono rimasta molto colpita dal fatto che mio nonno avesse preso le difese di mio padre, in un periodo in cui i bambini non avevano ancora il “valore”, se così si può dire, che hanno oggi, in cui avevano meno libertà di scelta (per esempio solo il figlio maggiore poteva studiare) e dovevano soprattutto dare una gran mano alla famiglia. Come madre, anch’io ho sperimentato in prima persona che cosa significhi avere i nervi a fior di pelle e quanto si possa arrivare vicini a trattare male i propri figli, usando parole pesanti o passando alle mani. In quei momenti ci vuole ben più della padronanza di sé e dell’autoriflessione. È necessario soprattutto molto più sostegno per i genitori, che spesso sono chiamati a giostrare molte cose nel contempo e hanno poche possibilità di ricaricare le loro batterie.»
Tamara Beck
Blogger del sito mamamal3.ch, giornalista e madre di 3 figli
Tamara Beck
È molto importante che i genitori si informino sulla violenza sessuale nei confronti dei minori e che ne parlino regolarmente in famiglia, con i vicini, alle riunioni per i genitori o alle giornate informative degli scout. Nulla scoraggia maggiormente i potenziali autori di violenza delle famiglie che parlano apertamente di violenza sessuale sui minori e che non esitano a intervenire se qualcuno si avvicina troppo ai loro figli. Oltre a ciò è indispensabile parlare di sessualità con i bambini. Se una persona cerca di manipolare un bambino, quest’ultimo fa molta fatica a dirle ‹Basta!›. Se però il bambino è informato sulla violenza sessuale, ne riconoscerà prima i segnali e sarà in grado di parlarne. Nella migliore delle ipotesi sarà possibile bloccare per tempo determinati atti, prima che i bambini debbano subire conseguenze pesanti. Dobbiamo essere consapevoli che per i bambini la violenza sessuale è molto difficile da riconoscere. Tutti sanno identificare la violenza fisica, anche i bambini più piccoli. Un bambino sa che uno schiaffo è qualcosa di brutto, ma se una persona spacciare la violenza sessuale per un gioco, un bambino totalmente all’oscuro dell’argomento non ha nessuna possibilità di rendersi conto che certi atti sono inaccettabili. Nel nostro servizio di aiuto alle vittime di reati vediamo molti esempi di questo genere. Spesso gli autori della violenza iniziano a oltrepassare i limiti fingendo che si tratti di un gioco divertente, che però si trasforma progressivamente in una vera e propria violenza sessuale. È proprio questa una delle strategie dei violentatori: avvicinano i bambini con un atto che, qualora venisse scoperto, tentano di far passare come un semplice gioco. Tuttavia, non appena si sentono sicuri che il bambino non ne parlerà con nessuno, poiché l’hanno manipolato a dovere, la violenza diventa sempre più massiccia. Per questo motivo è importantissimo parlare di sessualità ai bambini in modo adeguato alla loro età. Non basta però parlare di sessualità, bisogna anche spiegare loro cos’è la violenza sessuale.
Agota Lavoyer
Esperta indipendente di violenza sessuale, madre di quattro figli
Agota Lavoyer
Essere genitori significa superarsi ogni giorno, anche se troppo spesso ci scontriamo con i nostri limiti, il che è assolutamente normale. Quando una coppia ha un bambino, condivide con lui la vita, la quotidianità. A volte i bisogni sono completamente diversi, ed è giusto che sia così. Bisogna solo esserne consapevoli ed evitare che lo sviluppo dei nostri figli non venga influenzato negativamente dai ritmi serrati e stressanti della nostra vita quotidiana. Occorre fare l’esatto contrario: mettersi all’altezza dei nostri figli, guardandoli negli occhi, ascoltandoli e rafforzando così in modo armonioso il legame genitori-figli. Troppo spesso imponiamo ai nostri figli un regime che si basa sulla mera contrapposizione tra giusto e sbagliato. Li obblighiamo quasi a sottostare al ritmo delle nostre giornate, alle nostre abitudini. Come sfuggire da queste situazioni stressanti? Come spostare la nostra attenzione da noi stessi, mettendo in primo piano i bisogni contingenti dei nostri figli? Come genitori riusciamo a uscire da questo vortice per non dover reprimere la nostra rabbia mal incanalata e l’imminente collera di un bambino che non vuole cooperare? Comunicando in maniera pacata, noi genitori rispondiamo al bisogno di intimità e di sicurezza dei nostri figli, garantendo loro un porto sicuro, invece di spaventarli, allontanandoli ulteriormente da noi. I nostri figli, infatti, hanno sempre bisogno di sentirsi sicuri e amati. Se si comportano in un certo modo, non è per cattiveria, seguono solo un processo di apprendimento, in cui noi genitori fungiamo da modelli. Nessuno di noi ha inventato il concetto di genitorialità, ma siamo responsabili in prima persona del legame con i nostri figli e del conseguente modo in cui crescono. Diamo quindi loro lo spazio necessario per scoprire se stessi e il loro ambiente, sostenendoli in modo concreto e pacifico!
Richard Wenner
blogger del sito papammunity.de e papà di un bambino
Richard Wenner
Come genitori vogliamo solo il meglio per i nostri figli. Cerchiamo di remare entrambi nella stessa direzione ma, come coppia, regolarmente ci scontriamo. Cerchiamo di migliorarci, ma facciamo come i nostri genitori e, anche se non lo vorremmo, finiamo per ricadere negli stessi schemi comportamentali con cui siamo stati cresciuti noi. Se vogliamo dei figli forti, dobbiamo fare i conti con la nostra storia. Come genitori dobbiamo capire quali sono gli schemi del nostro rapporto di coppia e qual è il ruolo che ne risulta per i nostri figli. Se siamo consapevoli dei nostri punti deboli e delle nostre ferite e riusciamo a integrarle nel nostro vissuto, non li trasmetteremo alla prossima generazione. Prima di definire un bambino «difficile» o di volerlo educare in un modo che corrisponda alle nostre aspettative nei suoi confronti, dovremmo innanzi tutto riflettere sulle nostre convinzioni, capire ed elaborare le esperienze del nostro «bambino interiore.» Se ai nostri figli diamo l’esempio di quello che vorremmo da loro, non dovremo insegnar loro come si fa perché ci arriveranno da soli.
Felizitas Ambauen
Psicoterapeuta e terapeuta di coppie, ideatrice dei workshop «PAARCOURS-Beziehungsweise werden» e del podcast BEZIEHUNGSKOSMOS, madre di una figlia (Foto: Emanuel Wallimann)
Felizitas Ambauen
Quando lavoravo come maestro di scuola dell’infanzia nel bosco, una volta o più alla settimana almeno un bambino oltrepassava i miei limiti con il suo comportamento, ma io riuscivo a restare professionale. Ora non lavoro più come maestro di scuola dell’infanzia, sono musicista per bambini, consulente pedagogico e papà. Mia figlia oltrepassa i miei limiti personali un paio di volte alla settimana, a volte di più, a volte di meno e a volte di brutto. Se poi subentra anche lo stress, le cose si mettono male… per entrambi. Ma l’adulto sono io. E dopo ognuno di questi episodi, mi chiedo: ‹Com’è possibile che una bambina di 9 anni sia riuscita a farti uscire dai gangheri? Dovresti sapere come si fa a prendere le distanze da certe situazioni. Sei un adulto e sei in grado di ridimensionare i suoi capricci e il suo “non voler mai pulire i denti”. Cerca quindi di essere attivamente adulto, datti da fare e gestisci la cosa›. Ce la possiamo fare, cari genitori, proprio perché siamo adulti e quindi abbiamo superato lo stadio in cui prendevamo tutto sul personale... o almeno si spera! Il mio trucco è riderci sopra, dapprima volutamente, consapevolmente e di solito un po’ in preda alla disperazione, affinché la volta successiva io riesca a ridere inconsapevolmente e, nella migliore delle ipotesi, in un futuro un po’ più lontano anche mia figlia riesca a riderci su… così che si possa farci una bella risata insieme!
Marius Tschirky
musicista, autore e pedagogo della natura (Foto: Beni Blaser)
Marius Tschirky
Tolleranza zero nei confronti del mobbing e della violenza. Insieme per una convivenza pacifica, soprattutto per il bene dei bambini.
Michel Fornasier
in arte Bionicman e promotore della fondazione di Give Children a Hand
Michel Fornasier
Da oltre vent’anni ascolto i racconti dei bambini vittime di abusi. Dopo aver lavorato cinque anni in una Casa delle donne, da 17 sono attiva nel gruppo di protezione dell’infanzia dell’Inselspital di Berna, dove in caso di sospetto di abusi sui minori valutiamo la situazione fornendo la nostra consulenza: parliamo con i bambini, chiediamo loro di raccontarci quello che hanno vissuto e documentiamo eventuali tracce di violenza. A mandarci i bambini sono sia i detentori dell’autorità parentale che i professionisti, come i rappresentanti delle autorità civili, le autorità penali, i pediatri o gli operatori sociali attivi nelle scuole. Di solito i bambini non capiscono perché vengono picchiati, stretti al collo o presi a calci, non si spiegano cos’hanno fatto di male e non riescono a comprendere la violenza. In quei momenti i genitori non si rendono conto che con le punizioni corporali i loro figli non si comportano meglio, non vanno meglio a scuola e non commettono meno errori. I bambini che piangono in continuazione, quelli che soffrono di ADHD o che vivono in un ambiente familiare difficile possono mettere a dura prova i nervi di qualsiasi genitore. Non c’è nulla di cui vergognarsi, i genitori non devono venire stigmatizzati e la situazione non va tabuizzata. L’importante è che cerchino quanto prima un aiuto a bassa soglia, che riescano a parlare con i loro amici per rendersi conto che a volte ci si può sentire stressati, spazientiti e sopraffatti dagli eventi, e che la casa perfettamente in ordine o la torta fatta in casa possono anche aspettare.
Mischa Oesch
psicologa e psicoterapeuta FSP e psicologa dell’emergenza certificata FSP e RNAPU
Mischa Oesch
Abuso sui minori e violenza domestica: due cose che nessuno dovrebbe mai sperimentare. Purtroppo, però, ci sono bambini e adolescenti che vivono quotidianamente questi problemi sulla loro pelle. Inoltre, online e sui social media si sono fatte strada forme virtuali di violenza che fanno male tanto quanto quelle fisiche e che colpiscono i nostri figli altrettanto duramente. Tutto ciò è sempre più presente nel nostro mondo, anche in Svizzera. Sono madre di due figlie e mi impegno per un’educazione non violenta. Dico NO alla violenza nei confronti dei bambini e degli adolescenti. È importante educare i nostri figli con amore!
Christa Rigozzi
moderatrice e imprenditrice, madre di due figlie (foto: Ellin Anderegg)
Christa Rigozzi
Se ci sentiamo liberi di sbagliare e di non doverci conformare alle norme, spesso la rabbia e la frustrazione se ne vanno da sole, facendo spazio alla chiarezza, all’incoraggiamento e all’amore incondizionato.
Marah Rikli
libraia, giornalista e madre di due figli (Foto: Gianmarco Castelberg)
Marah Rikli
«Sono nata a Vienna nel 1960. Allora le punizioni corporali erano ancora un metodo educativo legittimo. I vecchi film in bianco e nero in cui i bambini vengono sculacciati danno un’idea di quella “normalità”, che grazie al cielo fa oramai parte del passato. Mio padre mi ha “educata” di conseguenza. Oltre a venir picchiata e intimorita, sono anche stata per anni vittima inerme dei suoi abusi sessuali, dato che mia madre guardava altrettanto docilmente dall’altra parte. Interrompere la spirale della violenza è stato difficile e non far subire ai miei figli quello che avevo dovuto passare io è stata una lotta altrettanto dura contro un riflesso. Tuttavia ci sono riuscita e credo di averli cresciuti bene e che oggi siano adulti felici. Esserci riuscita mi rende ancora più fiera dei romanzi che ho scritto, nel primo dei quali (pubblicato con lo pseudonimo “Brenda Leb”) ho descritto quello che ho passato nella mia vita. Il cambiamento di mentalità nella popolazione è evidente, ma il fatto che i figli non siano proprietà dei genitori purtroppo non è ancora stato recepito in tutte le culture. È però vero che finché le persone potranno pensare, potranno anche cambiare. Per questo motivo è fondamentale impegnarsi per un’educazione non violenta!»
Brigitte Kaindl
Scrittrice e madre di due figli adulti
Brigitte Kaindl
Sono convinta che la generazione attuale di genitori abbia la forza necessaria e li ammiro.
Linda Steiner
Essere umano, fiera madrina di due bambini, monitrice e responsabile del corso Genitori forti – bambini forti®
Linda Steiner
Fare il padre non è sempre facile. Spero che chi ha bisogno di aiuto lo trovi.
Christoph Simon
cabarettista e scrittore (Foto: Michael Isler)
Christoph Simon
La violenza è una scorciatoia che le persone prendono quando tutte le altre strade sembrano troppo lunghe, troppo impegnative o troppo spiacevoli, quando vogliono o devono a tutti i costi mettere i loro bisogni davanti a quelli degli altri.
Nils Pickert
scrittore e giornalista, padre di quattro figli (Foto: Benne Ochs)
Nils Pickert
La violenza, sia essa fisica o psicologica, alla fine non è altro che un sostanziale fallimento.
Cédric Bonnébault
Delegato alla gioventù – Canton Vallese
Cédric Bonnébault
Ascoltiamo in modo più consapevole i nostri figli e gli altri bambini e cerchiamo di capire ciò che realmente li preoccupa. Ascoltarli è un inizio.
Andrea Braschler
madre di due figli e consulente presso l’agenzia pubblicitaria Jung von Matt LIMMAT
Andrea Braschler
Proprio nel settore della violenza sui minori, della povertà infantile e delle pari opportunità formative, non riesco ad accettare l’attuale ‹situazione di stallo› e il peggioramento delle condizioni dei minori.
Paula Honkanen-Schoberth
autrice, madre di una figlia adulta e nonna di due dolcissimi nipotini
Paula Honkanen-Schoberth
Non ho figli ma, osservando le dinamiche a bordo vasca, ho potuto sperimentare coi miei stessi occhi come la violenza verbale non porta a nulla.
Giorgia Rigazzi
studentessa e monitrice di nuoto
Giorgia Rigazzi
Un bambino che cresce in una famiglia che privilegia il dialogo alla violenza fa meno fatica a capire se un’altra persona tenta di imporgli la sua volontà.
Marco Tuberoso
psicologo, responsabile della prevenzione presso ESPAS, un servizio specializzato nella prevenzione della violenza sessuale nella Svizzera francese e italiana
Marco Tuberoso
Anche se vengono trattati male dai loro genitori, i bambini non smettono mai di amarli. Tuttavia smettono di amare se stessi.
Anonima, oggi adulta e attiva come nell’ambito dell’assistenza ai giovani come peer
I bambini hanno il diritto di crescere in un ambiente protetto, in condizioni che permettano loro di svilupparsi liberamente.
Kathrin Schärer
illustratrice di libri per l’infanzia
Kathrin Schärer
Molti genitori hanno solamente paura di essere considerati inadeguati qualora chiedessero aiuto, sono quindi dell’idea che tutti possiamo fare del nostro meglio affinché questa concezione negativa cessi di esistere.
Giulia Zanga
studentessa di Master in Psicologia ed Educazione, responsabile Colonia integrata Volere Volare ATGABBES
Giulia Zanga
I figli chiedono molto ai genitori. Chiedono amore, protezione, sicurezza, fiducia, tempo e attenzioni. Una cosa che però i figli di sicuro non chiedono dai genitori è la violenza!
Stefanie Rietzler
è psicologa, autrice e responsabile, insieme a Fabian Grolimund, dell’Accademia per i problemi di apprendimento.(Foto: Franziska Messner-Rast)
Stefanie Rietzler
I bambini hanno bisogno di molte parole, di una buona capacità comunicativa, per poter usare parole forti e sviluppare una forte personalità.
Moritz Daum
padre di tre bambini, professione di psicologia dello sviluppo all’Istituto di psicologia dell’Università di Zurigo
Moritz Daum
Sembra tutto così plausibile, in realtà è un continuo esercitarsi a essere pazienti, a prendersi il tempo necessario e a mantenere la calma.
Manu Burkart
padre di 3 bambini e comico del Cabaret Divertimento
Manu Burkart
Gridare non serve a niente. Se gridi hai perso. Ripeto: con i bambini bisogna essere gentili.
Valeria Nidola
maestra, raccontastorie e libraia
Valeria Nidola
Purtroppo l’apparenza inganna e le belle parole non bastano. Quello che conta è come si sentono veramente i minori e a tale scopo è importante guardare quello che succede.
Prof. Dr. Allan Guggenbühl
psicoterapeuta e autore, direttore dell’Institut für Konfliktmanagement
Prof. Dr. Allan Guggenbühl
Per i bambini la cosa più bella è trascorrere spensieratamente del tempo con i genitori.
Lorenz Clormann
padre di due bambini e creative director presso l’agenzia pubblicitaria Jung von Matt/Limmat
Lorenz Clormann
Dobbiamo aiutare i genitori a trovare alternative all’aggressione e alla violenza migliorando le loro risorse.
Prof. Dr. Guy Bodenmann
psicologo, ricercatore di coppia e di famiglia, ideatore di un programma di promozione della salute per coppie (Paarlife)
Prof. Dr. Guy Bodenmann
Ma come possiamo garantire il benessere di un bambino e quando, in relazione agli aspetti sociali e culturali della violenza, i genitori superano i limiti?
Mirjam Werlen
esperta giuridica nel campo della protezione dell’infanzia, membro di InterAction Suisse, un’associazione per persone intersex che sostiene anche i genitori
Mirjam Werlen
Ciò che vale in politica vale a maggior ragione in famiglia. Definire delle regole ed osservarle è importante anche nell'educazione e nel mondo con cui trattiamo un bambino che dev’essere sempre improntato al rispetto.
Fabio Regazzi
Consigliere nazionale del Partito popolare democratico, membro della commissione politica della Fondazione svizzera per la Protezione dell’infanzia
Fabio Regazzi
Accompagnare i bambini nella loro crescita dà molta gioia, ma è anche una delle più grandi sfide che la vita ci presenta.
Claudia Bischofberger
madre di tre figlie e docente certificata per i corsi Genitori forti – bambini forti (Starke Eltern – Starke Kinder®)
Claudia Bischofberger
Il compito più importante di noi genitori è offrire ai nostri figli un rapporto sicuro.
Fabian Grolimund
psicologo, autore, responsabile della Akademie für Lerncoaching di Zurigo e padre di due bambini
Fabian Grolimund
Molte situazioni conflittuali e stressanti della quotidianità educativa possono essere evitate se prendiamo coscienza del nostro passato.
Lisa Werthmüller
consulente psicologica dipl. e coach genitori-bambino, madre di una figlia adulta
Lisa Werthmüller
Attraverso la violenza fisica e psicologica i bambini si fanno una concezione brutta del mondo.
Viola Amherd
Consigliera federale, già membro del Consiglio di fondazione di Protezione dell’infanzia Svizzera
Viola Amherd
Le parole sagge non bastano: oltre alle offerte di sostegno per i genitori, ci vogliono anche risposte politiche. Lo dobbiamo ai bambini.
Flavia Wasserfallen
consigliera nazionale, presidente dell’Associazione svizzera per la consulenza genitori bambini (ASCGB), madre di tre bambini
Flavia Wasserfallen
Parliamo di violenza. Ricorrere alla violenza non è una soluzione, è piuttosto un segno di incapacità a gestire determinate situazioni.
Patrizia Luger
formatrice di adulti APF, educatrice della prima infanzia, madre di tre figli, animatrice certificata dei corsi Genitori forti – bambini forti®
Patrizia Luger
Se un rapporto è basato sulla paura, sulla vergogna e sul senso di colpa, a risentirne è lo stato psicologico del bambino, che non sarà sano e stabile.
Caroline Märki
fondatrice e responsabile di familylab.ch e consulente familiare secondo il metodo di Jesper Juul
Caroline Märki
Spetta a noi trattare sempre in modo rispettoso i nostri figli, anche se a volte le cose non vanno come vorremmo.
Nadja Zimmermann
imprenditrice, autrice di libri e blogger, madre di due figlie di 12 e 7 anni
Nadja Zimmermann
Noi adulti dobbiamo gestire diversamente le nostre debolezze perché la violenza pregiudica lo sviluppo dei nostri figli.
Prof. Dr. Martin Hafen
docente e specialista in prevenzione presso la Scuola universitaria professionale di Lucerna, dipartimento Lavoro sociale
Prof. Dr. Martin Hafen
Sono convinto che sia tutto quello che posso fare per accompagnarli nella loro vita e per continuare a essere un punto di riferimento per loro.
Christian Lüber
padre di tre bambini, autore di musica per bambini e ideatore di Hilfssheriff Tom (l’aiuto sceriffo Tom), la prima band country svizzera per bambini
Christian Lüber
Le persone vittime di violenza durante la loro infanzia che riescono a non riversare quella violenza sulla generazione successiva dimostrano di essere particolarmente forti.
Lorenz Pauli
autore di libri per l’infanzia, padre di due adolescenti
Lorenz Pauli
Molti dicono che niente è giusto o sbagliato, ma io non la penso così: la violenza è sempre sbagliata.
Racha Fajjari
imprenditrice e fondatrice di Mamalicious, la più grande community per le mamme della Svizzera, e madre di un bambino di 8 anni
Racha Fajjari
Gli insegnanti hanno una responsabilità particolare: mostrare stima per i loro allievi indipendentemente dal loro rendimento.
Alexander Meier
monitore G+S di karate
Alexander Meier
Parliamo di tutto quello che succede nel segreto delle famiglie e sosteniamo sia i genitori che i bambini.
Fleur Jaccard
responsabile del settore Attività sociali presso la fondazione Christoph Merian e persona attiva in favore dei minori
Fleur Jaccard
I Bambini non possono chiamare un caro amico o ribellarsi, e quando sono vittime di violenza da parte dei genitori non sanno che quello che stanno vivendo non è ammissibile.
Nils Althaus
cabarettista, musicista e attore, padre di due bambini di 4 anni e di un anno e mezzo
Nils Althaus
La resistenza non violenta è di gran lunga meglio, e questo vale sia per i bambini che per gli adulti.
Jolanda Spiess-Hegglin
attivista nei social network e direttrice di #NetzCourage
Jolanda Spiess-Hegglin
Spesso i genitori sono sotto pressione e cercano di arrabattarsi come meglio possono e di salvare le apparenze, e non si fanno aiutare.
Slavia Karlen
blogger del sito womentalk.ch, madre di un ragazzo di 12 anni
Slavia Karlen
A volte dimentichiamo che i bambini non nascono già grandi e che siamo stati tutti bambini.
Olivia Abegglen
blogger del sito fraueleintiger.ch e madre di due bambini di 3 e 1 anno
Olivia Abegglen
Da bambina prendevo degli schiaffi senza una ragione apparente e mi rendo conto di soffrirne tutt’oggi che ho passato i cinquant’anni.
Testimonianza anonima
Una delle chiavi più importanti per conquistarla è avere rapporti improntati alla fiducia in famiglia.
Prof. Dr. Dominik Schöbi
università di Friborgo, psicologo e padre di tre figli tra i 6 e i 13 anni
Prof. Dr. Dominik Schöbi
Ogni forma di violenza rende molto insicuro un bambino e mina la fiducia che ha in se stesso e nel mondo circostante.
Katja Wiesendanger
direttrice della fondazione Pro Juventute
Katja Wiesendanger
La fiducia è come un foglio: una volta piegato, i segni resteranno sempre visibili.
Christian Glauser
capo di un Servizio dell’energia cantonale
Christian Glauser
Secondo me bisogna remare tutti nella stessa direzione e fare un lavoro di gruppo, indipendentemente che i genitori vivano insieme o siano separati.
Marie-Eve Marville
Performance Manager e madre di un bambino di 7 anni
Marie-Eve Marville
Nei momenti di difficoltà mi ha aiutata fare movimento: uscivo all’aria aperta da sola o con le mie figlie e generalmente le mie frustrazioni svanivano molto in fretta.
Yvonne Feri
consigliera nazionale e Presidente del Consiglio di fondazione di Protezione dell’infanzia Svizzera
Yvonne Feri
Il mio sogno è che sempre più persone capiscano che la violenza è uno strumento educativo assolutamente inadeguato, perché i bambini hanno innanzi tutto bisogno di cure, di relazioni stabili e affidabili, e di modelli positivi.
Dr. med. Markus Wopmann
primario della clinica pediatrica dell’ospedale cantonale di Baden
Dr. med. Markus Wopmann
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