Riepilogo della sessione invernale 2025
Nel dicembre 2025, il Parlamento ha trattato alcuni oggetti importanti per la protezione dell’infanzia e della gioventù, su cui ci siamo espressi in anticipo nelle nostre raccomandazioni al Parlamento. Qui un riepilogo delle votazioni e dei dibattiti.
Proroga dei termini per due iniziative parlamentari di cui abbiamo raccomandato l’approvazione
Il Consiglio nazionale ha esaminato due iniziative parlamentari che chiedono l’introduzione di nuove fattispecie penali: contrariamente alla richiesta della Commissione degli affari giuridici di stralciare l’iniziativa parlamentare Suter 20.445 «Cyberbullismo». Una nuova fattispecie penale», il Consiglio nazionale ha ribadito la volontà di attuare l’iniziativa e ha prorogato il termine per la stesura di un relativo avamprogetto. Il Consiglio nazionale ha altresì approvato la proroga dei termini per l’attuazione dell’iniziativa parlamentare 18.434 «Rendere finalmente perseguibile l’adescamento in rete di minorenni». La Commissione degli affari giuridici proseguirà i lavori su un progetto volto a introdurre il reato di «adescamento online», chiamato anche cybergrooming. Protezione dell’infanzia Svizzera continua a impegnarsi in questa direzione.
I postulati relativi a una «Strategia nazionale per una politica dell’infanzia e della gioventù» (25.3139, 25.3332, 25.3333, 25.3334, 25.3335), di cui Protezione dell’infanzia svizzera ha raccomandato l’approvazione, non sono stati ancora trattati dal Consiglio.
L’unico oggetto che abbiamo raccomandato di respingere
Il Consiglio degli Stati, quale seconda Camera, ha deferito la mozione Nantermod 19.3597 «Codice penale. Reati contro la famiglia. Sanzionare il rifiuto di rispettare il diritto alle relazioni personali» al Consiglio federale. La mozione chiede che, nei conflitti tra genitori riguardanti il diritto di visita, si applichi ora anche il diritto penale. Protezione dell’infanzia Svizzera aveva raccomandato di respingere la mozione, poiché la minaccia di un procedimento penale in caso di conflitto tra genitori rischia di aggravare ulteriormente la situazione invece di contenerla. Questo non risponde all’interesse superiore del minore. Sarebbero invece necessarie misure, come ad esempio la mediazione obbligatoria, per ristabilire la comunicazione tra i genitori e tutelare le esigenze dei minori.
«Sì» a una maggiore sicurezza su Internet
Il Consiglio degli Stati ha deferito al Consiglio federale anche la mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale 25.3941 volta a un aumento strategico dell’effettivo del personale di fedpol. A causa dell’incremento della criminalità grave, fedpol necessita di maggiori risorse per mantenere la sua operatività. Poiché anche i minori sono colpiti dall’aggravarsi della situazione della sicurezza e dalla crescente cyber-criminalità, Protezione dell’infanzia Svizzera accoglie con favore l’aumento delle risorse destinate a fedpol.
La diffusione di immagini pedopornografiche (la cosiddetta pornografia infantile) in rete deve essere fermata, laddove la segnalazione dei casi sospetti da parte dei fornitori di servizi digitali è fondamentale a tale scopo. In qualità di organizzazione responsabile dello sportello di segnalazione clickandstop.ch, Protezione dell’infanzia Svizzera è consapevole dell’importanza della segnalazione. Fortunatamente, il Consiglio degli Stati ha seguito le indicazioni della sua Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni. Quest’ultima aveva ampliato la mozione Bulliard 24.4020 «Non tollerare l’hosting di pornografia infantile in Svizzera» affinché non solo i servizi di hosting, ma anche le piattaforme di comunicazione e condivisione di contenuti siano chiamati a segnalare i casi sospetti alle autorità. Il Consiglio federale si è dichiarato favorevole anche alla mozione nella sua versione ampliata. A seguito della modifica apportata al testo, la mozione torna ora al Consiglio nazionale.
Sostegno finanziario per la protezione dei bambini
Nel contesto del dibattito sul bilancio preventivo, entrambi i Consigli hanno aumentato di 2 milioni di franchi sia i fondi destinati al sostegno delle organizzazioni per le famiglie, sia quelli per le organizzazioni dedicate alla protezione dell’infanzia e alla promozione dei diritti dei minori. In questo modo viene riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dagli attori della società civile nel sostegno alle famiglie e nella tutela dei diritti dell’infanzia.
Nuovi interventi in Parlamento
Durante la sessione invernale sono stati presentati nuovi interventi. Protezione dell’infanzia Svizzera supporta i seguenti oggetti volti a una migliore tutela dell’infanzia in Svizzera:
- il postulato von Falkenstein 4649 «Completare la Ciberstrategia nazionale con priorità per una lotta mirata contro la ciberpedocriminalità» chiede che la Ciberstrategia nazionale definisca le misure da adottare per proteggere i minori dalla violenza sessuale su Internet.
- La mozione Bulliard 4623 «Piano di misure per una lotta (finalmente) efficace alla pedocriminalità online» mira a un piano d’azione attraverso cui la Confederazione e i Cantoni rafforzino congiuntamente la lotta contro la violenza sessuale sui minori in rete. Protezione dell’infanzia Svizzera accoglie con favore questi interventi, poiché per proteggere l’integrità psichica e sessuale di bambini e adolescenti è indispensabile combattere con maggiore forza la pedocriminalità in rete.
- L’interrogazione von Falkenstein 1054 «Valutazione della protezione della gioventù nelle telecomunicazioni» chiede come vengano attuati gli obblighi, sanciti ormai da circa cinque anni dalla legge sulle telecomunicazioni, dei fornitori di servizi di telecomunicazione in materia di informazione alla clientela riguardo la protezione dei minori e la segnalazione della pornografia illegale.
- La mozione Fehr Düsel 4708 «Le piattaforme online sono aperte anche a tutti i minori: una verifica dell’età limiterebbe la dipendenza e l’abuso» richiede un progetto di legge per migliorare la protezione della gioventù sulle piattaforme Internet e propone come possibili misure l’introduzione di un’età minima e la verifica obbligatoria dell’età. Protezione dell’infanzia Svizzera accoglie con favore gli sforzi volti a potenziare la protezione dell’infanzia e della gioventù sulle piattaforme Internet e sottolinea la necessità che tali piattaforme si impegnino ad adottare misure di protezione. L’imposizione di un’età minima non rende le piattaforme più sicure, ma al massimo fa sì che i giovani subiscano violenze su Internet in un momento successivo.
- L’opportunità di una verifica obbligatoria dell’età è proposta anche dal postulato Gugger 4892 «Pornografia online. Migliorare la protezione dei minori mediante verifica obbligatoria dell’età (p. es. tramite l’e-ID)» al fine di rendere più difficile l’accesso alla pornografia da parte dei minori.
- La mozione De Quattro 4692 «Proteggere meglio i nostri giovani dalla radicalizzazione» perora l’introduzione di una strategia contro la radicalizzazione delle persone giovani (soprattutto dei minori) su Internet.