Finalmente, l’inserimento nel Codice civile svizzero (CC) del diritto del minore a un’educazione non violenta fuga ogni dubbio: uno schiaffo non è uno strumento educativo accettabile, ma un atto di violenza. La violenza, fisica o psicologica, sui bambini non può più essere minimizzata. Spesso, i bambini che ne sono vittime, ne soffrono le conseguenze per tutta la vita.
La violenza subita lascia un segno indelebile
Gli studi dimostrano che le punizioni corporali, come gli schiaffi, ma anche la violenza psicologica (ad es. urla, minacce o carenze affettive), hanno conseguenze negative sullo sviluppo dei bambini, sul piano emotivo, sociale e della salute. I bambini che subiscono violenza sono maggiormente a rischio di soffrire di ansia o sintomi depressivi, di avere comportamenti anomali e difficoltà a lungo termine. Il punto fondamentale non è l’intensità del singolo gesto, ma l’esperienza in sé della violenza come strumento educativo. In Svizzera un bambino su due continua a vivere episodi di violenza educativa. «Sancire l’educazione non violenta nel Codice civile consente di proteggere i bambini dalla violenza. Si pone così fine alla grande incertezza in materia di protezione dell’infanzia», afferma Regula Bernhard Hug, direttrice di Protezione dell’infanzia Svizzera. «Ci impegniamo da decenni per promuovere un’educazione non violenta e finalmente sappiamo che sarà legge. Questo è un segnale forte a sostegno dei bambini e dei loro genitori e quindi un grande successo per Protezione dell’infanzia Svizzera».
Accompagnare il cambiamento sociale e supportare i genitori e le persone che esercitano l’autorità parentale
La legge è un segnale forte, ma deve essere accompagnata da misure di prevenzione, opere di sensibilizzazione e supporto per i genitori e per chi esercita l’autorità parentale in condizioni difficili. Le nostre misure pratiche di prevenzione e sensibilizzazione ci permettono di accompagnare il cambiamento sociale e di supportare i genitori e chi esercita l’autorità parentale affinché riescano a superare i conflitti senza ricorrere alla violenza. Con l’inserimento nel Codice civile previsto per il 1 luglio 2026, questo supporto sarà più importante che mai. Molti genitori e persone che esercitano l’autorità parentale non hanno ancora ben chiaro che cosa significhi e come «funzioni» l’educazione non violenta, ma con i nostri corsi per genitori destinati a organizzazioni specializzate e gli eventi rivolti ai genitori, rafforzeremo esperti e genitori offrendo la chiarezza e l’orientamento di cui hanno bisogno. In collaborazione con la rete «Educazione non violenta», Protezione dell’infanzia Svizzera si impegna per ottenere basi giuridiche chiare e promuove l’educazione non violenta nelle famiglie e presso le organizzazioni specializzate.
Il sostegno finanziario da parte della Confederazione è necessario
Fino a oggi, il nostro impegno è stato reso possibile da donazioni e partner forti. Se vogliamo potenziare i servizi offerti e raggiungere il maggior numero possibile di genitori, persone che esercitano l’autorità parentale e organizzazioni specializzate abbiamo bisogno di ulteriore sostegno finanziario. Dal 2018 Protezione dell’infanzia Svizzera, fondazione finanziata da donazioni, ha organizzato per otto anni la campagna di prevenzione nazionale «C’è sempre un’alternativa alla violenza!». Nell’autunno del 2025 ha lanciato l’ultima fase di questa campagna. Con la sua introduzione nella legge, per Protezione dell’infanzia Svizzera è chiaro che la responsabilità per una prevenzione e sensibilizzazione sostenibili spetta alla Confederazione e che il finanziamento non può più essere garantito da una fondazione dipendente dalle donazioni. Per questo motivo esprimiamo vivo rammarico per il fatto che la Confederazione non metta a disposizione risorse finanziarie per una campagna nazionale di sensibilizzazione.