Quando i bambini sono online, non possiamo essere sempre con loro. Ma possiamo esserci per loro.
Nuovi sviluppi, nuovi pericoli
Per genitori e persone che esercitano l’autorità parentale resta una sfida tenere il passo con questo sviluppo. Le nuove app, i giochi e le challenge offrono divertimento, ma portano con sé anche nuovi rischi, con cui le famiglie sono chiamate a confrontarsi di continuo. L’intelligenza artificiale ha ulteriormente accentuato questa dinamica: pericoli che un tempo apparivano lontani possono oggi essere creati con poche semplici istruzioni, facendo il loro ingresso nella quotidianità di bambini e adolescenti. Tra questi rientra anche la violenza sessuale, che accade sempre più spesso nello spazio digitale: ad esempio cybergrooming, sextortion (ricatto o coercizione con immagini di nudo), contenuti inappropriati e pornografici o rappresentazioni di abusi generate dall’IA.
Dati e fatti
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Oltre 10000
segnalazioni di URL sono pervenute dal 2022 allo sportello di segnalazione e consulenza clickandstop.ch
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Il 39 %
dei bambini e degli adolescenti intervistati in Svizzera si sente al sicuro online (Fonte)
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Il 28 %
dei bambini e degli adolescenti intervistati dichiara che i propri genitori non parlano mai delle attività che svolgono online (Fonte)
Proteggere i limiti: le regole aiutano a orientarsi
I bambini e gli adolescenti dovrebbero poter utilizzare gli spazi digitali in modo autonomo e consapevole. Ma non devono affrontare i rischi da soli. I limiti offrono una protezione quando sono in gioco la sicurezza e il benessere del minore. I dati personali e le immagini intime devono essere protetti; nei contatti con persone sconosciute è necessaria particolare cautela, e nessuno deve essere costretto a tollerare messaggi a sfondo sessuale, pressioni o violazioni dei propri limiti.
Le regole aiutano a orientarsi nella vita quotidiana. Quando si mette via il cellulare? Quali app è permesso utilizzare? Che accorgimenti bisogna adottare in caso di contatti con persone sconosciute? Accordi di questo tipo dovrebbero essere commisurati all’età del bambino, formulati in modo comprensibile e aggiornati man mano che il bambino acquisisce maggiore autonomia.
L’aspetto più importante: i bambini e gli adolescenti devono essere consci che possono rivolgersi in qualsiasi momento ai genitori o a un’altra persona di fiducia, anche se hanno fatto qualcosa che i genitori non approvano, hanno infranto una regola o hanno già inviato una foto. Infatti, la protezione non si esaurisce in un controllo capillare. Bambini e adolescenti sono più protetti quando riconoscono i propri limiti, conoscono le possibilità di agire e sanno che se succede qualcosa, non sono da soli.
Quando qualcosa cambia: osservare e chiedere chiarimenti
I bambini e gli adolescenti non raccontano sempre spontaneamente le esperienze negative o difficili che vivono online. Un cambiamento può essere un invito a fermarsi e osservare più attentamente: mio figlio si sta improvvisamente chiudendo in se stesso? Dopo avere letto dei messaggi, sembra spaventato o teso? Mostra cambiamenti che riguardano il sonno, l’umore o il comportamento? Fenomeni di questo tipo possono avere molte cause. L’importante, quindi, non è trovare subito una spiegazione, ma avviare un dialogo: «ho notato che ultimamente, dopo che hai usato il cellulare, sembri spesso abbattuto. Ti va di raccontarmi cosa sta succedendo?»
Esserci significa essere disponibili al dialogo
La fiducia si costruisce nella vita di tutti i giorni e non solo quando accade qualcosa. Interessatevi a ciò che vostro figlio vive online, sia quando gioca a un nuovo videogioco sia quando affronta esperienze difficili. Altrettanto importante è il modo in cui vi parlate: se ponete domande aperte, anziché formulare accuse, create uno spazio in cui è più facile essere sinceri. «Che cosa hai combinato questa volta?» chiude la conversazione prima ancora che abbia inizio. Una domanda più aperta potrebbe essere: «cosa sta succedendo in Internet che ti preoccupa?». E se dite «non avresti dovuto farlo» chiudete una porta, mentre la domanda «cosa faresti se online notassi qualcosa di strano?» ne apre una nuova.
Se dovesse accadere qualcosa, il consiglio è: mantenete la calma, ascoltate e agite insieme. I bambini devono sapere che, anche se hanno commesso un errore, possono chiedere aiuto. Infatti, quando i bambini stanno online, non possiamo essere sempre con loro. Ma possiamo esserci per loro.
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- Avete una sensazione sgradevole o domande sul tema della violenza sessuale in Internet? clickandstop.ch offre aiuto in modo anonimo e semplice.
- Parlate con i vostri figli delle diverse strategie messe in atto dagli autori di cybergrooming o di sextortion e spiegate a cosa bisogna prestare particolare attenzione.
- Evitate di condividere online dati personali e fotografie dei vostri figli, soprattutto sui social media.
- Postate online solo quello che condividereste anche nella vita reale con persone sconosciute.
- Se i vostri figli hanno un telefono cellulare, stabilite regole chiare per il suo utilizzo, in modo da evitare discussioni inutili.
- Assicuratevi che i vostri profili e quelli dei vostri figli siano privati. In questo modo siete voi a decidere chi può vedere ciò che viene postato.
- Siate un modello di riferimento nell'uso dei media. I minori prendono spunto da voi anche online.
- Mostrate regolarmente interesse per le attività online dei vostri figli. Parlate apertamente dei rischi in rete e spiegate che non tutte le persone in Internet sono sincere: anche i profili apparentemente di coetanei possono essere falsi. È necessario prestare particolare attenzione alle richieste di contatto da parte di sconosciuti.
- Informatevi riguardo un'educazione sessuale adeguata all'età (LINK) e parlate con i vostri figli della violenza sessuale, sia online che offline. Le conversazioni franche favoriscono la fiducia e uno sviluppo sessuale sano.
- Esercitatevi insieme su strategie di difesa: frasi come «Non voglio!» oppure «Ti denuncio!» possono aiutare in situazioni critiche.
- Per decidere se postare o meno foto dei vostri figli, consultate questa check-list.
Strategie di protezione – a fatto ormai avvenuto
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- Vostra figlia o vostro figlio è stata/o vittima di violenza sessuale in Internet? Segnalatelo a clickandstop.ch oppure alla polizia.
- Se il minore viene ricattato, sfruttato o costretto a creare contenuti a sfondo sessuale, si configura un reato. Qui è riportato come procedere passo dopo passo.
- La violenza sessuale non è mai colpa del minore coinvolto, né online né offline. Dite e dimostrate a vostra figlia o vostro figlio: «non è colpa tua e non sei sola/o». I sentimenti di vergogna sono normali. A volte, i bambini hanno bisogno di tempo prima di riuscire a parlarne. Continuate a dialogare per capire come è avvenuto il contatto e come ci si può proteggere meglio in futuro.
- Incoraggiate i vostri figli e assicurate loro il vostro sostegno. A volte i bambini rifiutano l'aiuto per paura che venga coinvolta la polizia o altre persone. Spiegate che sono professionisti pronti ad aiutare e proteggere.
- Dopo l'accaduto, recatevi prontamente alla polizia e sporgete denuncia (qui trovate maggiori informazioni).
- In alcuni casi, possono anche essere i compagni/le compagne di scuola a compiere atti di violenza sessuale o tentativi di ricatto. Nell'eventualità, informate gli insegnanti o gli assistenti sociali scolastici della situazione e valutate l'opportunità di intraprendere azioni legali.
- Utilizzate il servizio anonimo e gratuito fornito da Take It Down per evitare che fotografie dei vostri figli nudi vengano condivise sulle diverse piattaforme.
Chiedere aiuto!
clickandstop.ch – Sportello di segnalazione contro la pedocriminalità su Internet
Chiedere ulteriori informazioni
Giovani e Media – il portale informativo per la promozione delle competenze mediali