Punti di vista di Renato Wyss
Essendo padre di due figli, il tema mi tocca profondamente. Sono cresciuto in un’epoca in cui le punizioni corporali erano considerate «normali». Nessuno le metteva in discussione. Oggi, però, so che questo tipo di educazione lascia tracce e vorrei che i miei figli (anzi, che tutti i bambini) potessero crescere in un mondo in cui non debbano mai aver paura delle persone che in realtà dovrebbero proteggerli. I bambini hanno bisogno di limiti, non di violenza. I limiti si pongono parlando, spiegando, capendo. La violenza, invece, è spesso il risultato di una mancanza di pazienza da parte di noi adulti, pazienza che però rientra nelle nostre responsabilità, giorno dopo giorno. La sicurezza emotiva mi sta particolarmente a cuore. I bambini possono crescere bene solo se si sentono sicuri, il che non è un «lusso», ma un diritto fondamentale. Nella mia veste di padre, ma anche nella mia attività professionale a contatto con bambini e adolescenti, mi rendo conto di quanto sia fondamentale un ambiente amorevole e improntato al rispetto. Tutti i bambini meritano rispetto, tutti i bambini meritano empatia, e tutti i bambini meritano un’infanzia senza violenza, a casa e fuori casa.
Renato Wyss
Country Leader, myneva Svizzera SA, 2 figli (di 5 e 21 anni)