I diritti umani dei bambini

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (CRC), ratificata nel 1989, è il primo accordo che sigla il riconoscimento internazionale dei diritti umani dei bambini, fissando in 54 articoli gli standard minimi obbligatori di diritto internazionale necessari per il benessere di bambini e adolescenti fino al 18° anno di età.

Perché i bambini sono esseri umani (particolarmente vulnerabili)

Oltre ai diritti umani generali, come le libertà fondamentali (p. es. libertà di pensiero, coscienza e religione) e i diritti sociali (p. es. diritto all’istruzione e alla salute), la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (CRC) contempla diritti speciali, poiché i bambini sono particolarmente vulnerabili e a causa della loro posizione non possono far valere i loro diritti da soli. I bambini hanno diritto:

  • a una protezione particolare,
  • a un’assistenza particolare,
  • alla partecipazione e hanno quindi bisogno di adulti che provvedano affinché possano partecipare a tutte le questioni e le decisioni che li riguardano.

La realizzazione dei diritti s’iscrive nel triangolo Stato – genitori – bambini. I genitori hanno il diritto, ma anche il dovere di proteggere, assistere e guidare i propri figli. Lo Stato deve creare le condizioni necessarie per sostenere i genitori nel loro compito e intervenire quando i genitori non sono all’altezza di tale compito.

Il bambino come soggetto di diritto

La Convenzione sui diritti del fanciullo si basa su una concezione innovativa dell’infanzia: i bambini hanno il diritto di essere presi sul serio e di essere rispettati. Per la prima volta nella storia dei diritti del fanciullo, i bambini sono considerati individui, attori sociali e soggetti giuridici autonomi. Questo punto di vista, che confluisce anche nelle leggi, in Svizzera ad esempio nel diritto di protezione dei minori e degli adulti, è importante anche per i genitori, affinché possano svolgere il loro dovere di educazione e sostenere i bambini nell’esercizio dei loro diritti.

Principi di base

Tutti i diritti formulati nella CRC sono fra loro connessi e inscindibili. Quattro principi fondamentali assumono altresì la funzione di diritti trasversali, particolarmente rilevanti ai fini dell’adempimento degli altri diritti. Questi quattro principi fondamentali sono fissati nei seguenti articoli:
  1. Principio di non discriminazione. Nessun bambino/adolescente può essere svantaggiato per il proprio sesso, colore della pelle, la propria origine, lingua o religione (art. 2 CRC).
  2. Il bene del bambino. In qualsiasi decisione riguardante il bambino/l’adolescente, l’interesse del medesimo deve avere la priorità (art. 3 CRC).
  3. Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo. Lo sviluppo del bambino/dell’adolescente deve essere tutelato con il massimo delle risorse disponibili e questi deve poter accedere all’assistenza sanitaria e all’istruzione (art. 6 CRC).
  4. Diritto di partecipazione. Il bambino/adolescente deve poter esprimere la sua opinione in tutti i processi decisionali che lo riguardano e la sua opinione deve essere tenuta in adeguata considerazione (art. 12 CRC).]

L’attuazione in Svizzera

La Convenzione è stata firmata da tutti gli Stati, salvo uno. L’elevato tasso di adesione è segno del riconoscimento su scala mondiale dei diritti dei bambini e ne sottolinea l’importanza. L’attuazione, che avviene a livello nazionale, evidenzia tuttavia grandi differenze tra i singoli Stati. Nel 1997 la Svizzera ha ratificato la Convenzione CRC sui diritti del fanciullo, seguita – poco dopo – dal Protocollo facoltativo relativo alla partecipazione di fanciulli a conflitti armati e dal Protocollo facoltativo concernente la vendita di fanciulli, la prostituzione infantile e la pedopornografia. Il terzo Protocollo facoltativo prevede che, in caso di violazione dei diritti, i bambini e i loro rappresentanti possano rivolgersi direttamente al Comitato ONU dei diritti del fanciullo. Il Parlamento ne ha deciso la ratifica alla fine del 2016. La stesura di un rapporto periodico da parte degli Stati membri prevede una verifica dei progressi da essi operati nell’attuazione della Convenzione e dei relativi Protocolli facoltativi. Si ascoltano lo Stato interessato e le organizzazioni non governative ONG, che presentano un rapporto ciascuno.  In Svizzera, il rapporto delle ONG è preparato dalla rete Diritti del Bambino, affiliata a Protezione dell’infanzia Svizzera. Di seguito, il Comitato ONU dei diritti del fanciullo pubblica le proprie raccomandazioni per il periodo successivo – l’ultima delle quali è stata pubblicata il 4 febbraio 2015. Lo Stato prova quindi a mettere in atto le raccomandazioni, mentre alle ONG spetta il compito di osservare tale processo con occhio critico.