Una legge contro la violenza, eppure molti bambini continuano a subirla
Berna, 30 giugno 2026 – Quasi un bambino su due subisce atti di violenza fisica nel contesto educativo. Un bambino su quattro subisce regolarmente violenza psicologica in famiglia. L'inquadramento giuridico del diritto a un'educazione non violenta, a partire dal 1° luglio 2026, riguarda la vita quotidiana di molti bambini in Svizzera. Per i genitori e i bambini che vivono situazioni di conflitto, la legge rafforza l'offerta di consulenza e sostegno a bassa soglia. In collaborazione, gli specialisti hanno elaborato standard di qualità che li aiutano a stabilire se un'azione costituisce o meno un atto di violenza.
Per Protezione dell'infanzia Svizzera, il 1° luglio 2026 costituisce una pietra miliare nel suo impegno che perdura da oltre 40 anni. Fin dalle prime iniziative politiche intraprese a metà degli anni 2000, Protezione dell'infanzia Svizzera si è impegnata con coerenza, attraverso offerte di prevenzione, campagne di sensibilizzazione e attività politica, per garantire il riconoscimento del diritto a un'educazione non violenta. La campagna nazionale «C'è sempre un'alternativa alla violenza!» e lo studio concomitante dell'Università di Friburgo sul comportamento punitivo dei genitori in Svizzera hanno fornito basi importanti per la sensibilizzazione e il dibattito politico.
La violenza in ambito educativo è una realtà per molti bambini in Svizzera
L'attuale indagine rappresentativa indica che continua a essere molto diffusa la violenza fisica nel contesto educativo. Quasi la metà dei genitori dichiara di ricorrere a violenza fisica nei confronti dei propri figli. Ciò significa che quasi un bambino su due subisce violenza fisica nel contesto educativo. Un bambino su otto la subisce regolarmente. Tra le forme più comuni figurano, ad esempio, quelle di sculacciare, tirare per le orecchie oppure strattonare.
Anche la violenza psicologica continua a rientrare nella quotidianità di molti bambini in Svizzera. Circa due bambini su tre subiscono violenza psicologica in ambito educativo. Un bambino su quattro ne è vittima regolarmente. In questo quadro rientrano, ad esempio, insulti, umiliazioni, privazione dell'affetto, minacce o ripetuti rifiuti. Un bambino su dieci avverte regolarmente di non essere più amato.
Oltre alla violenza grave, sono in aumento anche le forme di violenza lieve. A causa dello stress e della pressione, molti genitori reagiscono in un modo che in realtà non vorrebbero. A posteriori, la maggior parte dei genitori si rammarica di avere reagito con violenza a una situazione educativa che stava escalando. La helpline di Protezione dell'infanzia Svizzera, che risponde allo 058 433 33 99, registra un numero sempre maggiore di richieste da parte di genitori che riflettono sul proprio approccio educativo. Insieme al team di consulenza, la helpline cerca di classificare gli atti e di reperire un'offerta di sostegno adeguata (ad es. i corsi per genitori di Genitori forti – Bambini forti oppure un evento per genitori di Protezione dell'infanzia Svizzera).
Che cosa cambia per i genitori con la nuova legge?
Sancendo il diritto all'educazione non violenta nel Codice civile, per la prima volta la Svizzera stabilisce espressamente che i bambini hanno diritto a un'educazione priva di punizioni corporali e di altre forme di trattamento umiliante. Lancia un segnale chiaro e rafforza la prevenzione e il sostegno fornito a genitori e specialisti. «L'inquadramento dell'educazione non violenta costituisce una pietra miliare. Affinché ciò si traduca in un autentico cambiamento, i genitori devono sapere che questa legge esiste e dove possono trovare sostegno in situazioni difficili. A tale scopo è ora necessaria una campagna nazionale di sensibilizzazione che abbia effetto», afferma Regula Bernhard-Hug.
Lo stesso Consiglio federale ha sottolineato che misure di accompagnamento volte alla sensibilizzazione sono determinanti per l'efficacia della modifica legislativa. Questo giudizio è avvalorato dalle esperienze di altri Paesi europei, che hanno anch'essi sancito in ambito giuridico l'educazione non violenta. In assenza di tali misure, l'effetto preventivo della legge verrà notevolmente indebolito e i bambini non saranno protetti.
I nuovi standard di qualità orientano il lavoro degli specialisti
In collaborazione con la rete «Educazione non violenta», Protezione dell'infanzia Svizzera sta sviluppando a livello nazionale standard di qualità per un'educazione non violenta. Questi standard rappresentano per la prima volta un quadro di riferimento professionale comune per gli operatori dei settori quali istruzione, assistenza, consulenza, sanità e tutela dei minori. Essi indicano come individuare la violenza in fase precoce, come tutelare la dignità dei bambini e accompagnare i genitori in modo orientato alle risorse. Allo stesso tempo, aiutano gli specialisti a promuovere strategie di intervento concrete e non violente, sostenendo efficacemente le famiglie che attraversano situazioni di difficoltà. La pubblicazione sarà disponibile dalla fine di agosto.
Ulteriori informazioni sull'argomento e sulle nostre offerte sono disponibili qui:
https://www.kinderschutz.ch/it/educazione-non-violenta-dossier
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Comunicato stampa: leggo centro la violenza 20260701PDF 0.2 MB