keyboard_arrow_left Indietro

Raccomandazioni al Parlamento per la sessione speciale ottobre 2020

Brevi raccomandazioni al Consiglio nazionale

20.3687 Mozione Feri 29.10.2020

Campagna sui media sociali contro bullismo e ciberbullismo tra i bambini e i giovani

Fino a 40'000 bambini e giovani ogni anno sono ripetutamente confrontati con episodi di bullismo. C’è una chiara necessità di intervento, anche da parte della Confederazione. Con una campagna sui media sociali è possibile raggiungere in modo mirato ed economico e sensibilizzare i bambini e i giovani.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione e prospetta la possibilità di attuare la campagna con i mezzi a disposizione della piattaforma nazionale Giovani e media dell'UFAS. Anche Protezione dell’infanzia Svizzera Vi raccomanda di accogliere la mozione.

Le ripercussioni del bullismo e del ciberbullismo per le persone coinvolte sono gravi: le vittime soffrono di disturbi psichici e psicosomatici che possono protrarsi fino all’età adulta. Anche gli autori finiscono per risentire gravemente delle ripercussioni negative delle loro azioni. Una campagna nazionale può sensibilizzare i bambini e i giovani sulle conseguenze negative del bullismo e del ciberbullismo, evitando molte sofferenze. Una campagna sui media sociali è orientata al gruppo target, economica ed efficace.
20.3185 Postulato Bulliard 30.10.2020

Protezione dei figli dalla violenza nell’educazione

Per troppi bambini la violenza fisica e psichica è all’ordine del giorno. Il Consiglio federale è incaricato di esaminare e illustrare in un rapporto le possibilità di sancire nel Codice civile la protezione dei figli dalla violenza nell’educazione.

Accogliere il presente postulato rappresenta, quindi, un importantissimo passo avanti verso una Svizzera in cui tutti i bambini hanno il diritto a essere educati senza violenza.

Ancora oggi in Svizzera la metà di tutti i bambini subisce violenza nell’educazione. Ogni anno, 1500 bambini finiscono nei reparti di pronto soccorso degli ospedali pediatrici a causa di "misure educative". Queste cifre dimostrano che è urgentemente necessario intervenire. Il presente postulato incarica il Consiglio federale di illustrare in un rapporto le possibilità di introdurre nel Codice civile il diritto dei figli a un’educazione non violenta. Sebbene in Svizzera il "diritto di correzione" sia stato abrogato nel 1978, non vige un divieto generale in merito al ricorso alla violenza nell’educazione. Un chiaro diritto all’educazione non violenta aiuterebbe i genitori a riconoscere come tali le proprie azioni violente e quindi a proteggere meglio i bambini dalla violenza. Un articolo che sancisca il diritto all’educazione non violenta invia un segnale forte e porta, a lungo termine, a un cambiamento di mentalità nella società; lo si vede nei Paesi limitrofi, dove l’accettazione della violenza nell’educazione è diminuita chiaramente dopo l’introduzione di leggi adeguate.
shopping_cart
Vai al carrello
0