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L’interesse dei minori nella risposta alla pandemia

Più la pandemia di coronavirus si protrae e più chiaramente emerge l’impatto sui bambini e sugli adolescenti. I casi di violenza domestica aumentano e il peso psicologico sale.
venerdì, 4 giugno 2021

In molti Cantoni, i posti ambulatoriali e stazionari riservati a bambini e adolescenti nelle cliniche psichiatriche sono esauriti, mentre i casi urgenti sono in aumento. Le offerte di prevenzione a bassa soglia per bambini e adolescenti, come i servizi del 147, registrano un’impennata della domanda. Le autorità pubbliche, però, solo di rado accennano direttamente ai bambini e agli adolescenti, i cui bisogni sono spesso dimenticati quando si tratta di adottare provvedimenti per lottare contro la pandemia. Protezione dell’infanzia Svizzera s’impegna per l’interesse dei minori nei seguenti punti.

Scuole aperte

Per Protezione dell’infanzia Svizzera la chiusura delle scuole (e l’insegnamento a distanza) entrano in considerazione unicamente quale ultima risorsa nella lotta contro la pandemia. I rischi e gli svantaggi che la chiusura delle scuole comporta per i bambini e gli adolescenti sono troppo grandi. Da un lato, la limitazione generale dei contatti ha fatto della scuola un luogo sociale ancora più importante per i bambini. Dall’altro, la scuola è un luogo sicuro per i bambini che a casa subiscono violenza o sono spettatori di violenza domestica. La scuola permette inoltre di riconoscere eventuali problemi psichici. È quindi importante che gli insegnanti siano in contatto con i bambini e gli adolescenti e, se necessario, possano organizzare un aiuto. Per tutti questi motivi, provvedimenti come un obbligo più esteso della mascherina, test salivari di massa o, se necessario, un «insegnamento ibrido» sono da preferire alla chiusura delle scuole. In caso di chiusure puntuali occorre continuare a garantire un accompagnamento costante degli allievi da parte degli insegnanti con un contatto il più possibile personale attraverso il telefono o le videochiamate.

Test di massa

Per contenere le nuove mutazioni del coronavirus, che si trasmettono più facilmente, nelle scuole vengono sempre più spesso eseguiti test di massa. Costatiamo con preoccupazione che anche ai bambini molto piccoli viene fatto il tampone nasofaringeo, che oltre a essere doloroso può causare lesioni. Protezione dell’infanzia Svizzera si adopera affinché con i bambini si impieghino test non invasivi (per es. i test salivari) allo scopo di proteggerne l’integrità fisica.

Obbligo della mascherina per i bambini

Attualmente non vi è alcuna evidenza scientifica che dimostri la pericolosità, dal punto di vista medico, dell’uso della mascherina da parte dei bambini (cfr. Pediatria Svizzera). Sembra invece chiaro che l’attività scolastica non possa essere garantita senza la mascherina. Protezione dell’infanzia Svizzera è favorevole alla mascherina, se contribuisce a evitare che siano messe in quarantena intere classi o addirittura chiuse le scuole.

Per Protezione dell’infanzia Svizzera è però fondamentale che le scuole mettano a disposizione degli allievi mascherine per bambini, fornendo loro informazioni e istruzioni sul senso e sull’uso della mascherina in modo da dissipare eventuali timori. Gli enti pubblici devono inoltre fornire ai rappresentanti legali informazioni scientificamente fondate sull’uso della mascherina da parte dei bambini.

Informazione a misura di bambino

I bambini possono accettare meglio i provvedimenti se vengono informati in modo consono alla loro età. Con l’informazione a misura di bambino i minori vengono presi sul serio e messi in condizione di capire la situazione e di contribuire a risolverla, riducendo così la pressione psicologica. Gli eventi informativi ufficiali dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e del Consiglio federale dovrebbero essere destinati anche ai bambini, specialmente quando i bambini sono direttamente interessati (per esempio, nell'approvazione dei vaccini per i bambini). 

Accudimento dei bambini in quarantena

I bambini in quarantena devono essere accuditi, in caso contrario da molti punti di vista vi sono diversi pericoli: trascuratezza, pressione psicologica dovuta alla solitudine, maggior rischio di molestie sessuali o di adescamento da parte di adulti per scopi sessuali (cybergrooming) in caso di uso incontrollato di internet. La necessità di accudire i figli in quarantena e, al tempo stesso, di far fronte ai propri impegni lavorativi sottopone i genitori a una doppia pressione, che può sfociare in violenza domestica. I genitori che, dovendo accudire i figli in quarantena, non possono lavorare o possono farlo solo parzialmente hanno diritto a un’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. Le autorità devono comunicare più attivamente questa offerta, affinché i datori di lavoro e i genitori siano consapevoli di questa possibilità e non si sottopongano a una pressione inutile.

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