Ventennale della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo in Svizzera: ad esempio l’obbligo degli Stati in merito all’attuazione e alla comunicazione dei diritti de

Vent’anni fa la Svizzera sottoscriveva la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. Si tratta di uno strumento giuridico vincolante che definisce i fanciulli come entità giuridiche autonome. Esso contempla i diritti umani generali, come ad esempio il diritto all’istruzione e alla salute, ma anche i diritti specifici, come una protezione particolare e la partecipazione dei fanciulli. Che cosa ha comportato l’attuazione della Convenzione in Svizzera? Dove si posiziona la Svizzera nell’applicazione di questi diritti? Da febbraio a novembre Protezione dell’infanzia Svizzera illustra ogni mese, sulla base di un tema, quanta rilevanza venga data in Svizzera ai diritti del fanciullo e che cosa faccia per farli valere. A settembre: i consigli per le sessioni al Parlamento e l’obbligo degli Stati in merito all’attuazione e alla comunicazione dei diritti dei fanciulli.

Non è così semplice! La CRC dell’ONU è vincolante dal punto di vista del diritto internazionale, ma la sua traduzione nel diritto svizzero, nonché l’attuazione concreta dei diritti nella vita quotidiana dei bambini sono complesse. L’ampiezza tematica della Convenzione comporta in Svizzera il coinvolgimento degli enti statali a tutti i livelli (comune, cantone, Confederazione). La struttura federale della Svizzera rende più difficile l’attuazione dei diritti dei fanciulli su tutto il territorio. Responsabile del coordinamento è l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, tuttavia le risorse umane stanziate a livello federale sono estremamente esigue. Perciò la Svizzera è ancora ben lungi dalla completa attuazione dei diritti dei fanciulli.

Gli articoli della CRC dell’ONU non riguardano soltanto tutti i temi rilevanti come salute, formazione o giustizia, ma definiscono anche l’attuazione dei diritti. L’articolo 4 prescrive l’obbligo dello Stato di garantire i diritti riconosciuti dall’accordo, mentre l’articolo 42 prescrive l’obbligo di renderli noti: tutti gli Stati contraenti si impegnano a far conoscere i principi e le disposizioni della Convenzione, con mezzi adeguati sia ai bambini sia agli adulti.

Resoconto periodico sullo stato di attuazione dei diritti dei fanciulli

Secondo l’articolo 44 della CRC dell’ONU il governo svizzero si impegna a redigere e presentare ogni 5 anni un rapporto sui provvedimenti adottati per dare effetto ai diritti riconosciuti nella Convenzione. Il rapporto viene inviato al Comitato ONU per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Contemporaneamente le organizzazioni non governative redigono un “rapporto ombra” sotto la direzione della Rete svizzera diritti del bambino. Attualmente Protezione dell’infanzia Svizzera presiede la Rete svizzera diritti del bambino, per cui partecipa direttamente al rapporto ombra. I rapporti vengono discussi con il Comitato ONU per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, con una delegazione dello Stato e una delegazione delle organizzazioni non governative. Partendo da qui, il Comitato ONU per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza redige le sue Raccomandazioni (Concluding Observations).

Il contributo di Protezione dell'infanzia Svizzera

La Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e i suoi protocolli facoltativi, la Costituzione federale e la legislazione di Confederazione e cantoni sono alla base del lavoro quotidiano di Protezione dell’infanzia Svizzera e costituiscono il quadro di riferimento per le sue attività politiche.

Protezione dell’infanzia Svizzera segue l’intero processo legislativo, dalle procedure di avvio, alla legge finita, fino alla sua applicazione. Un’occasione importante per verificare che una bozza di legge sia adatta ai bambini viene offerta dalle consultazioniProtezione dell’infanzia Svizzera viene invitata regolarmente a partecipare alle consultazioni. Nelle sue risposte pone l’accento – tra l’altro – sulle questioni seguenti: le disposizioni proposte negli oggetti politici soddisfano le direttive della CRC dell’ONU? L’interesse superiore del bambino è al centro delle loro riflessioni? Esse contribuiscono a una protezione migliore e alla promozione completa delle competenze dei bambini? Consentono ai bambini una vera partecipazione e li coinvolgono come attori indipendenti?

Sensibilizziamo le parlamentari e i parlamentari, nonché gli attori dell’amministrazione (federale) sull’importanza e i meccanismi della protezione dell’infanzia, basandoci sulla CRC dell’ONU e sui suoi protocolli facoltativi.

Nelle nostre raccomandazioni al Parlamento svizzero mostriamo per ciascuna sessione se e come nelle iniziative parlamentari vengano debitamente considerati l’interesse superiore del bambino e i diritti dei fanciulli. Protezione dell’infanzia Svizzera si impegna come servizio specializzato per l’attuazione e la comunicazione dei diritti dei fanciulli.